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giovedì 18 settembre 2008

la destra abbraccia i gay : feste, serate, inviti

La novità, secondo l´assessore alla Cultura Umberto Croppi, non è che un post-fascista come lui parteciperà, sabato sera, alla festa di chiusura del Gay Village; né che il sindaco Alemanno, a fine maggio, abbia incontrato in Campidoglio tutti i rappresentanti dell´universo glbt, promettendo per il 25 settembre l´avvio di una massiccia campagna contro l´omofobia. La novità, sempre secondo l´inventore dei Campi Hobbit ed editore di Fascisti immaginari, non è neppure che la manifestazione più a destra dell´Estate romana, "All´ombra del Colosseo", quest´anno per la prima volta abbia dato spazio alla cultura omosex. «Il fatto nuovo», afferma Croppi, «è che ora guidiamo una città e dobbiamo governare i processi reali, senza l´obbligo di dimostrare niente a nessuno». La domanda che molti si fanno è se sia cambiato il rapporto tra la destra e il popolo gay. Ecco le risposte.

Rifiuta, l´assessore, il preconcetto secondo cui la destra è sempre stata nemica dei gay: «Alcuni personaggi simbolo come Mishima erano omosessuali, lo stesso D´Annunzio non disdegnava. Però anche Pasolini veniva vissuto come un corpo estraneo dal Pci». Quindi, se gli ex missini ora insediati in Campidoglio hanno confermato tutti i progetti pro-gay promossi dalla giunta Veltroni, non è perché siano cambiati loro: «A essersi trasformata è la società, il senso della morale» taglia corto Croppi. Lasciando intendere che dovere di ogni buon amministratore è saper interpretare quei mutamenti, i bisogni e le aspettative di tutti cittadini, omosessuali compresi, che tra l´altro «sono tanti». E, a sostegno della tesi, racconta un aneddoto: «Nel ?75 ero un giovane missino e dovevo tenere un comizio nella piazza del mio paese, Palestrina. Durante la notte tappezzarono i muri con la scritta "Croppi frocio", firmata con falce e martello. Il che la dice lunga su quale fosse, per i comunisti, l´insulto peggiore».

Persino un gesto di rottura come il rifiuto del patrocinio al Gay Pride di primavera, interpretato come l´inizio delle ostilità da parte di Alemanno, è stato piuttosto il contrario: «Quello che noi stiamo facendo», dice «è affrontare l´omosessualità per quella che è, riportarla cioè nei termini della normalità. La motivazione data a quel rifiuto è semplice: il patrocinio non viene chiesto dalle manifestazioni sindacali, dalle attività che servono a rivendicare un diritto.

Tant´è che nello stesso giorno lo abbiamo concesso alla rassegna cinematografica del Mario Mieli». Parla di «teorema», Croppi, quando gli si ricordano le ultime aggressioni a coppie omosex, frutto - secondo molti - del nuovo clima politico. «Le parole di condanna pronunciate da Alemanno sono un gesto simbolico importante, mandano un segnale anche di tipo pedagogico: chi si comporta così è fuori dalla mia cultura e dalla legalità». Poi, certo, «a destra sono esistite frange che avevano, e forse in qualche caso ancora hanno, atteggiamenti omofobi», ammette, «ma trovo grave voler sempre gettare tutto dentro questo schema, che ormai non è più valido e rischia di creare modelli imitativi».

È d´accordo una delle storiche esponenti delle battaglie gay, Imma Battaglia: «A Roma le aggressioni contro gli omosessuali ci sono sempre state. L´importante è che il sindaco condanni senza esitazioni e si adoperi per rendere la città più sicura per tutti. I fascistelli violenti ci sono, inutile negarlo, ma non hanno nulla a che fare con la destra istituzionale». Un po´ più cauto il presidente di Arcigay, Fabrizio Marrazzo: «La giunta Alemanno, almeno a parole, ci ha dimostrato attenzione. Sulla carta tutti i progetti realizzati insieme a Veltroni sono rimasti in piedi, adesso aspettiamo azioni concrete».

Giovanna Vitale [la Repubblica]

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