BOTTONI [1]

lunedì 30 luglio 2012

"Condividilove", Paolo Violi : " una questione di civiltà, una questione di democrazia; una battaglia degna d'essere combattuta. sostieni, promuovi e condividi."


Sono convinto che insieme potremo impedire l’omologazione e la standardizzazione del genere umano, vero e proprio progetto criminale di genocidio culturale, sociale e fisico, delle persone, delle comunità: operazione vile perché propagandisticamente fatta passare per “liberazione” e, in realtà, irrispettosa di quella complessità che è l’individuo con il suo bagaglio di emozioni e cultura.

Chiedo il tuo sostegno e la tua partecipazione.

Facciamone una questione di democrazia. La democrazia è una cosa assai importante. Necessaria, ecumenica, universale.

Facciamolo. E a ragion dovuta, pena la sua triste riduzione a luogo retorico invece che pratica effettiva.

Non è forse questa una battaglia degna di essere combattuta?

Sostieni, condividi, promuovi “Condividilove” !




Una questione di civiltà, ancor prima che d’amore.


Negli stessi giorni in cui dall’America echeggiava il messaggio “Legalize Love” ispirato dalle parole del presidente Barack Obama, in Italia i maggiori rappresentanti di un partito che dovrebbe dirsi “progressista” etichettavano come estremista e illusoria la sola possibilità che nel nostro paese due persone dello stesso sesso vengano mai unite in matrimonio. Mai.

È ispirandosi a questi fatti che alcuni liberi cittadini di ogni orientamento sessuale hanno deciso di mettersi insieme per una causa che dovrebbe appartenere a tutti, al di là di ogni differenza.

“CONDIVIDILOVE” è un progetto totalmente libero, il cui marchio è a disposizione per ogni iniziativa che voglia portare avanti la rivendicazione di pari diritti per le coppie di ogni orientamento sessuale. 

Perché in un paese come l’Italia non possiamo aspettarci che siano i leader politici a chiedere al loro popolo il coraggio di supportare i cambiamenti necessari a sanare le diseguaglianze ancora presenti nella legislazione. Pensiamo non solo a premier socialisti come Zapatero o Hollande, ma persino a un conservatore come il premier britannico Cameron che proprio in questi giorni ha dichiarato: “il matrimonio mi appassiona molto e penso che se funziona per gli eterosessuali come me, dovrebbe funzionare per tutti; per questo dovremmo avere i matrimoni gay e per questo li introdurremo.”

In un paese come l’Italia il cambiamento non ha alcun illustre testimonial. Deve quindi partire dal basso, con tutti i mezzi di cui dispone. Il primo, mai come oggi, è la condivisione.

Il matrimonio è un diritto di tutti. CONDIVIDILOVE.

PUBBLICITA' - GIORDANO