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venerdì 10 marzo 2017

#maiconsalvini


Attivisti di movimenti e centri sociali hanno occupato la sala del Palacongressi della Mostra d’Oltremare dove domani si terrà la manifestazione del movimento «Noi con Salvini» alla quale parteciperà il controverso personaggio leader della Lega Nord, Matteo Salvini. I manifestanti hanno esposto cartelli e striscioni, con scritte come «Salvini razzista e antimeridionale, Napoli non ti vuole» e un ironico «foglio di via da Napoli». Sono presidiati dalle forze dell’ ordine gli accessi alla Mostra per bloccare l’ingresso di eventuali altri manifestanti. Da dentro hanno fatto sapere che «l’occupazione della sala continuerà ad oltranza» e che convocheranno «un’assemblea pubblica per le 15 chiedendo che i presidi agli ingressi della Mostra vengano rimossi per permettere il libero accesso ai cittadini». Intanto s’è tenuto un incontro in Prefettura. «La Prefettura lascerà che sia la Mostra d’Oltremare a decidere per la rescissione o meno del contratto conSalvini», ha spiegato Alfonso De Vito, uno dei portavoce di #MaiConSalvini.

«Il prefetto e il questore hanno mantenuto la loro posizione, hanno lasciato la palla alla gestione contrattualistica della Mostra d’Oltremare. Bisognerà capire adesso come si vorrà agire. Attualmente la manifestazione di Salvini all’interno della mostra ‘Oltremare, è confermata a meno che non ci saranno degli sviluppi nelle prossime ore», spiegherà nel tardo pomeriggio il presidente della decima Municipalità di Napoli, Diego Civitillo, al termine di una riunione, in prefettura. Con Civitillo, dal prefetto Carmela Pagano, si sono recati qualche ora fa, anche l’assessore alle politiche urbane, Carmine Piscopo, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, il capo di gabinetto del Comune Attilio Auricchio e Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare. Tra l’occupazione e l’incontro in prefeettura ci sono state le solite sparate criminogene del leader della Lega secondo il quale sarebbe legittima difesa sparare alle spalle come ha fatto un ristoratore del lodigiano con una persona sorpresa a rubare. Toni che alzano la tensione ma oggettivamente delineano la statura del personaggio che aspira a essere il Le Pen italiano. Prosegue a oltranza l’occupazione della sala congressi. Gli occupanti, circa un centinaio, appartenenti ai centri sociali e alla rete antirazzista, attendono notizie dalla Prefettura. Nel caso la manifestazione non venisse annullata, l’ intenzione è quella di andare avanti con la protesta. All’ esterno alcune decine di manifestanti, che si sono viste sbarrare l’accesso dalle forze dell’ordine, si sono riunite in assemblea.

Riceviamo e inoltriamo anche dalla 99 Posse il link alla canzone che sarà la colonna sonora del corteo dell’11 marzo. Con la partecipazione di artisti come Luca Zulù, Eugenio Bennato, Daniele Sepe, Ntò, Ciccio Merolla, Franco Ricciardi, Enzo Gragnaniello, Valerio Jovine, i Foja, James Senese e tanti altri. Un corteo che si preannuncia difficile dopo la concessione di quello spazio a Salvini da parte di questura e prefettura con l’aperta contrarietà di De Magistris.

E, dopo quello srotolato dagli attivisti dei centri sociali ieri sulla facciata del Consiglio comunale in via Verdi, nella notte un altro striscione, simile a quelli realizzati dalla tifoseria organizzata napoletana, è stato esposto sulle impalcature che sovrastano l’ingresso della Galleria della Vittoria, ai piedi di Palazzo Reale e a pochi passi dal porto. Sullo striscione campeggia la scritta «Salvini… non passa lo ‘straniero’», citazione del brano «La canzone del Piave», canzone patriottica scritta nel 1918 dal napoletano E.A. Mario, nella quale lo «straniero» era l’esercito dell’Impero Austro-Ungarico respinto sul fiume Piave dall’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale.

«Sarà un corteo solare, indignato, popolare quello che contesterà la speculazione ignobile che viene a fare Salvini nella città di Napoli. Una mobilitazione pronta a notificare un simbolico “Foglio di Via” all’uomo che ne invoca continuamente per migranti e rifugiati, che giustifica senza vergogna e senza umanità le stragi nel Meditterraneo!», hanno spiegato i promotori del corteo da piazza Sannazzaro si dirigerà alla Mostra D’Oltremare.

Insieme alle realtà autorganizzate, comitati di quartiere, centri sociali, movimenti di lotta dei precari e dei senza tetto, parteciperanno tanti segmenti della società civile napoletana, le realtà studentesche, i collettivi lgbt, la rete antirazzista già in piazza il primo marzo, i sindacati di base, la rete femminista “Non una di Meno”, Tutti riuniti nel coordinamento MAI CON SALVINI cui Michele Zerocalcare ha disegnato il logo-manifesto della mobilitazione.

«Noi siamo per una società aperta e accogliente, un mondo agli antipodi di quello cupo e rancoroso su cui scommette politicamente Salvini, per scaricare sui più deboli i costi sociali della crisi. Perciò rigettiamo solo chi è colpevole di razzismo, xenofobia, sessismo e un potente sentimento antimeridionale declinato sia nelle piazze sia nei governi dell’austerità di cui la Lega pure ha fatto parte e che hanno pesantemente penalizzato il Sud».

Mentre tanti esponenti della società civile fra cui lo scrittore Maurizio De Giovanni, l’avvocato Domenico Ciruzzi presidente del Premio Napoli,  Mario Laporta, Luca Delgado, Gianni Simioli, Amalia De Simone e tanti altri hanno lanciato la petizione “Salvini a Napoli: il razzismo non è un opinione”.

Scrive Antonello Zecca su anticapitalista.org:

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Non può sfuggire a nessuno il significato al tempo fortemente simbolico e politico della visita del leader della Lega Nord: da un lato, l’avvio della campagna elettorale, dall’altro il tentativo di superare la dimensione regionalista della proposta politica leghista costruendo un profilo nazionale, e più compiutamente nazionalista, facendo leva su un preoccupante senso comune diffuso reazionario che vede sempre più negli immigrati e, in generale, nell’Altro e nel “deviante”, la causa minacciosa della crisi e del deterioramento delle proprie condizioni di vita. D’altro canto, l’ennesima squallida sciacallata social del Matteo lumbard sulla morte, o per meglio dire, sull’ennesimo omicidio di due immigrati nel Ghetto di Rigano, in provincia di Foggia, lo dimostra chiaramente. 
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Il movimento neoborbonico ha preparato una suoneria con pernacchio, da scaricare in rete, ispirata a Eduardo de Filippo in una delle scene più famose de ‘L’oro di Napoli’, il film tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Marotta. «Salvini è chiaramente un nemico del Sud. Non il solo e non l’unico».

Checchino Antonini



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